Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco.
Il giornalismo, i mass media, sono lo strumento fondamentale per la difesa della democrazia. Per questo, e per istinto, l’opinione pubblica si è schierata contro la legge sulle intercettazioni. Ma c’è davvero qualcosa da vietare in Italia? Non ci pensano già i giornalisti, a ridicolizzare il quarto potere? Questa foto è al momento (27/07/2010, ore 15:04) nella home page del Corriere della Sera: Jon Bon Jovi a letto con quattro ragazze, di cui una gli tiene in mano l’uccello. Con tanto di articolo.
Si dice che in Italia c’è la tendenza a essere complottisti, a cercare ovunque “l’uomo col cappuccio”. In parte siamo influenzati dalla nostra storia, dalle congiure medievali, dai Borgia e via discorrendo, e in parte va detto, c’è una certa abitudine nei potenti a metterselo, sto benedetto cappuccio.
Ed è così che nei giorni in cui la magistratura scopre una nuova loggia composta da mafiosi, camorristi, giudici e senatori, Bruno Vespa, il figlio illegittimo di Mussolini, organizza una cena con il capo del governo (Silvio Berlusconi) e un rappresentante dell’opposizione (Pierferdinando Casini), il governatore di Banca d’Italia (Mario Draghi) e il presidente di una banca (Cesare Geronzi), un imprenditore (Marina Berlusconi) e un rappresentante del governo (Gianni Letta), il tutto sotto la benevola vigilanza del Vaticano, rappresentato da niente di meno che il suo segretario di stato, Tarcisio Bertone. Su quest’ultimo si sono scatenate forse le polemiche più forti, nonostante sia notorio che attualmente la chiesa è impegnata quasi esclusivamente su due fronti: violentare bambini e corrompere politici. Bisognerebbe forse essere lieti che il cardinale quella sera si stesse occupando di politica.
La cosa più grave è che a cena erano riuniti dei soggetti con i rispettivi organi di controllo, parti e controparti, il tutto a casa di un giornalista, appartenente alla categoria che in democrazia dovrebbe sorvegliare tutto e tutti, con la complicità di uno dei capi dei rappresentanti di “dio”, colui che alla fine giudicherebbe ogni uomo. Chi sorveglia le attività di Mediobanca, se il suo presidente se la spassa con il governatore di Mediobanca? Che opposizione farà Casini? Chi impedirà alle aziende di Marina Berlusconi di calpestare la concorrenza, usando la posizione politica del padre?
Nella notte tra il 7 e l’8 Dicembre qualcuno fermò il golpe Borghese, un attacco allo stato condotto dalla fresca alleanza tra fascisti e mafiosi. Ora che questa allenza è consolidata, e vincente, chi li fermerà?
Flavio Carboni, arrestato in merito alla faccenda dell’eolico, ha un curriculum della madonna. Nell’arco dei suoi 78 anni è finito dentro ad ogni affare sporco, grigio, nero e puzzolente della nostra storia. Al suo curriculum manca forse solo l’oro di Dongo. Forse…
L’ultima della serie, il tentativo di corrompere i giudici della Corte Costituzionale per far passare il Lodo Alfano è acqua fresca, in confronto al resto.
Si va dal sequestro Moro al caso Orlandi, dalla Banda della Magliana all’omicidio di Calvi, dalle solide amicizie con la mafia al crack del banco Ambrosiano, dai legami con Licio Gelli a quelli con lo Ior.
Insomma, ne avrete sentite di tutti i colori. Tranne una, che i Tg Rai hanno deciso di omettere (quelli mediaset non li prenderei nemmeno in considerazione): negli anni 80 era socio di Berlusconi, e fu lui a vendergli Villa La Certosa, il villone in Costa Smeralda dove il premier… ospita… intrattiene relazioni… diplomatiche, ecco.
Lo sviluppo della Cina è una bomba ad orologeria per l’ambiente.
La Cina sta consumando le sue riserve ittiche e accampa diritti sull’Artico.
La Cina sta mandando in crisi l’economia occidentale con una politica commerciale aggressiva.
La Cina pratica massivamente tortura e pena di morte.
Lo sviluppo industriale ed economico della Cina accellererà l’esaurimento del petrolio.
La crisi costringe i negozianti italiani a vendere ai cinesi.
I cinesi possiedono gran parte dei debiti pubblici delle nazioni occidentali.
I nostri figli, i pinguini e gli orsi polari, le industrie tessili di Prato, le associazioni umanitarie e tutte le persone per bene ci chiedono solo una cosa: sterminiamo i cinesi. E’ pericoloso, ci vorrà un bel po’ di tempo, ma va fatto.
Tre bagni uno attaccato all’altro, stretti e comunicanti tra loro, hanno il potere quasi magico di creare delle piccole comunità, legate da profondo egualitarismo e rispetto reciproco.
Ne avrebbe Freud da scrivere sui legami che nascono tra tre persone che silenziosamente (chi più chi meno) espletano le proprie necessità corporali condividendo gli sforzi, i sospiri e le espressioni soffocate di dolore. Non ci sono differenze quando si sta sulla tazza, ognuno è per l’altro solo un gemito di fatica e uno sbuffo di sollievo, non importa che dall’altra parte del muro ci sia un dirigente o una tuta blu, e quand’anche si facesse del cul trombetta, non ci sarà ne scherno ne emarginazione, perché in questa piccola comunità c’è spazio solo per la muta partecipazione nella gioia e nel dolore legati alla liberazione.
Una comunità popolata di sospiri ma priva di volti e voci, perché una regola non scritta vuole che si attenda il proprio turno per uscire dal bagno, per non incrociarsi mai.
Quello che sta scoreggiando affianco a te potrebbe essere il dirigente che sta per licenziarti, ma nella comunità di Tre Bagni non ha importanza, è semplicemente un tuo fratello, come tutti gli altri.
Circa 8000 persone (censite come sempre in modo generoso e difficilmente verificabile) hanno seguito il Papa a Sulmona. A Mestre 25.000 persone hanno passato 8 ore sotto il sole per vedere (e sentire) Steven Tyler e gli Aerosmith. La cifra è certa e data dalla vendita di biglietti.
Con questo non vogliamo dire che Steven Tyler sarebbe un buon papa (anche se…), ma semplicemente che Ratzinger non è all’altezza di far parte degli Aerosmith.
Quando gli operai scendono in piazza, in coda ai loro cortei ci sono gli studenti. Sono giovani preoccupati per i diritti dei loro padri, e per le proprie future condizioni di lavoro. Quando gli studenti, i disoccupati o i precari scendono in piazza, col cazzo che trovi uno della FIOMM.
E’ con lo stesso spirito che mi approccio alla questione di Pomigliano: cazzi vostri. Perché l’odiosa (davvero, non sono ironico) imposizione di Marchionne non fa altro che portare alla classe operaia le condizioni di lavoro tipiche dei lavoratori delle piccole aziende, giovani e atipici: niente sciopero, straordinari fatti a discrezione del datore del lavoratore (altro che 4 giorni di preavviso, a “noi” vengono chiesti quando abbiamo la giacca addosso), mobilità interna (spesso tra sedi distanti tra loro, nel caso dei lavoratori di piccole medie imprese).
Perché hanno votato si, il 62% dei lavoratori? Perché se la produzione fosse rimasta in Polonia loro avrebbero perso il posto di lavoratore, e sarebbero diventati disoccupati, ovvero quella categoria di cittadino ignorata da politici, sindacati e occupati, o magari, ommioddio!!, ancora peggio: lavoratori atipici. Quelli che vanno e vengono negli stabilimenti, e per i quali nessuno, se non loro stessi, si è mai incatenato ai cancelli.
Gli imprenditori italiani fanno schifo? Si, eccome. Anche i sindacati però. E spesso pure i lavoratori.
Le lacrime, sangue e porcherie che questa finanziaria ci impongono hanno lo scopo di un risparmio di 24 miliardi di euro, destinati ad alleggerire il debito e allontanare il fantasma del fallimento del paese. Ora, vorrei che vi rendiate conto di questo: il debito italiano ammonta quest’anno a circa 1800 miliardi di euro. Noi gliene togliamo 24. E’ come andare col secchiello a togliere il petrolio dalle coste della Louisiana.
Sappiamo che il grosso del debito ce lo hanno lasciato Craxi (e si, dedichiamogli una via) e i suoi amici del pentapartito. Ma dal 1994 ad oggi, nella seconda Repubblica, cos’è successo? Mi sono messo li, e con i dati della banca d’Italia ho fatto questa tabellina. Il criterio è questo: ho associato il debito dell’anno X al governo che ha redatto la Finanziaria nell’anno X-1 (le finanziarie escono solitamente nel dicembre dell’anno precendente). Intanto va detto che mentre agli italiani, dal governo Amato del 1994 in poi, sono state imposte finanziarie prive di investimenti sul futuro e ricche di tagli ai servizi, nel nome del risanamento dei conti, il debito è quasi raddoppiato, aggiungendo altri 750 miliardi di euro. Di questi 290 li hanno fatti i governi di centrosinistra, e 450 i governi di centrodestra. E per fortuna che c’è Tremonti.
Stamattina sono andato a fare delle analisi, e contrariamente ad ogni previsione ero ampiamente in ritardo. Il parcometro rotto mi ha mangiato i soldi senza farmi il biglietto, quindi sono entrato a prendere il numero, e dopo 5 minuti, preso dal panico, ho preso un altro numero e sono corso a cercare un parcometro funzionante. Il secondo numero mi sarebbe servito se mi avessero chiamato mentre ero fuori.
Finisce che chiamano l’8 (il mio numero) mezz’ora dopo il mio rientro, e quindi mi rimaneva un prezioso 12 da donare a qualcuno. Mentre selezionavo il vincitore, una ragazza col 28 mi ha chiesto un’informazione, e ho pensato di offrirlo a lei. Sgrana gli occhi e mi domanda per quale motivo davo a lei il mio biglietto; io le ho mostrato che ne avevo due, e toccava a me, e insomma, per farla breve, ne avevo uno in più, se lo vuoi bene, sennò… La sua espressione era un misto di tentazione, diffidenza e paura. Sembrava che le avessi offerto un assegno da un fantastilione di dollari, firmato da Zio Paperone, in cambio di un pompino, e i suoi occhi parevano dicessero “Non so se la firma di Zio Paperone sia vera ma un fantastilione di dollari sono un fantastilione di dollari…”. La mano tremante ha afferrato il biglietto, lo ha soppesato, e poi ha sussurrato “beh col 28 c’è una bella differenza”, con l’espressione di chi valuta delle scarpe in saldo, o meglio, il biglietto di un bagarino. Per sua fortuna un’infermiera, desiderosa di ricevere il mio campione di urina, ha richiamato la mia attenzione prima che cominciassi a percuoterla con l’ombrello. Read the rest of this entry »
Dall’inizio della guerra in Iraq ad oggi abbiamo conosciuto molte manifestazioni pacifiste, più o meno pacifiche. Abbiamo imparato quanto queste possano essere inquinate da gruppi anarcoidi antagonisti da un lato, e da forze dell’ordine “manesche” pronte a inquinare la scena per giustificare i propri eccessi. Eppure, nonostante questa esperienze oramai decennale, ancora c’è chi si accontenta di sentire l’aggettivo “pacifista”, per dare credito di buona fede a chi lo usa come scudo.
Che su quella nave ci fossero molte persone in buona fede non lo metto in dubbio, ma mi riesce molto difficile immaginare un vero pacifista accogliere a sprangate, granate incendiarie e spari i soldati che salgono a bordo di una nave calandosi da un elicottero.
La spedizione è stata organizzata da associazioni islamiche turche legate ad Hamas, la quale ha inserito suoi rappresentanti a bordo delle navi.
L’azione israeliana aveva l’obiettivo dichiarato di impedire la forzatura del blocco, dirottare le navi nel porto di Ashdod, perquisirne il carico e farlo arrivare a Gaza via terra. I passeggeri hanno cercato con la forza di impedirlo e hanno perso la battaglia.
Mi piacerebbe vedere più dubbi sulla buona fede dei manifestanti, sul reale contenuto della nave, sui veri animatori di questa spedizione, mi piacerebbe vedere al lavoro le menti dei dietrologi sull’analisi di certe manifestazioni di pacifismo che muovono senza freno verso le reazioni violente, e si fanno trovare pronte come una legione romana.
"Le memorie del sottosuolo" è un romanzo di Fedor M. Dostoevskij, il mio preferito. Il breve testo che leggete sotto il titolo di questa pagina ne è l'incipit. Questo sito è un blog. L'immagine qui sopra è un ritratto di Dostoevskij. Io sono un informatico per necessità, un lettore per passione, scrivo un blog per presunzione.