
Risiko, Gianfranco Fini, sposta i suoi carrarmatini e tira i dadi. Rosiko, Silvio Berlusconi, lancia i dadi per terra, ribalta il tavolo, urla e non gioca più. Rosiko ha soldi e panza, ma Risiko ha mestiere, sa incassare, prende le botte e aspetta. Quello che Rosiko soffre di più è la sindrome da accerchiamento, la paura di un complotto, che lo acceca e lo infuria come un toro. Il problema è che la politica è come la Corrida: non ha importanza quanti toreri riesci a infilzare, se sei finito nell’arena, il tuo destino è segnato.
Fini ha scelto uno scontro in campo aperto, per far uscire l’avversario allo scoperto; ma il colpo di grazia, a Rosiko, gli è arrivato sul fianco, e proprio dal suo amato alleato, Umberto Bossi, che oggi ha dichiarato “l’alleanza elettorale PDL-Lega è finita”.
Stavolta ha ragione Berlusconi, a parlare di complotto. Ha passato gli ultimi 15 anni a guardarsi dai giudici e dai comunisti, mentre erano i suoi amici, a scavargli la fossa. Ora che Fini è l’idolo della sinistra, può dire concluso il suo ciclo di riabilitazione dal fascismo e Bossi ha conquistato due regioni del Nord. Berlusconi, le sue gaffe internazionali, gli scandali con le escort, le inchieste della magistratura sono solo un peso.
Fini tenterà la conquista del Quirinale, e Bossi si lancerà all’arrembaggio di Palazzo Marino e delle banche del nord.
E il PD? Il PD ha tanto tanto freddo.
Se ne parla (anche) qui:
Il Post (Luca Sofri)
Gad Lerner