Archive for the ‘Palazzi pazzi’ Category

Sono ancora giovane

Monday, August 16th, 2010

Alla vigilia dei suoi 69 anni, dopo un ictus che lo stava per uccidere (pericolo scampato, fiuffff) Bossi così risponde alle domande sulla sua successione:”Sono ancora giovane”. E poi ti domandi perché in televisione ci sia ancora Gianni Morandi.

Il club dei tagliapietre

Tuesday, July 13th, 2010

Si dice che in Italia c’è la tendenza a essere complottisti, a cercare ovunque “l’uomo col cappuccio”. In parte siamo influenzati dalla nostra storia, dalle congiure medievali, dai Borgia e via discorrendo, e in parte va detto, c’è una certa abitudine nei potenti a metterselo, sto benedetto cappuccio.
Ed è così che nei giorni in cui la magistratura scopre una nuova loggia composta  da mafiosi, camorristi, giudici e senatori, Bruno Vespa, il figlio illegittimo di Mussolini, organizza una cena con il capo del governo (Silvio Berlusconi) e un rappresentante dell’opposizione (Pierferdinando Casini), il governatore di Banca d’Italia (Mario Draghi) e il presidente di una banca (Cesare Geronzi), un imprenditore (Marina Berlusconi) e un rappresentante del governo (Gianni Letta), il tutto sotto la benevola vigilanza del Vaticano, rappresentato da niente di meno che il suo segretario di stato, Tarcisio Bertone. Su quest’ultimo si sono scatenate forse le polemiche più forti, nonostante sia notorio che attualmente la chiesa è impegnata quasi esclusivamente su due fronti: violentare bambini e corrompere politici. Bisognerebbe forse essere lieti che il cardinale quella sera si stesse occupando di politica.
La cosa più grave è che a cena erano riuniti dei soggetti con i rispettivi organi di controllo, parti e controparti, il tutto a casa di un giornalista, appartenente alla categoria che in democrazia dovrebbe sorvegliare tutto e tutti, con la complicità di uno dei capi dei rappresentanti di “dio”, colui che alla fine giudicherebbe ogni uomo. Chi sorveglia le attività di Mediobanca, se il suo presidente se la spassa con il governatore di Mediobanca? Che opposizione farà Casini? Chi impedirà alle aziende di Marina Berlusconi di calpestare la concorrenza, usando la posizione politica del padre?
Nella notte tra il 7 e l’8 Dicembre qualcuno fermò il golpe Borghese, un attacco allo stato condotto dalla fresca alleanza tra fascisti e mafiosi. Ora che questa allenza è consolidata, e vincente, chi li fermerà?

Un vero lavoratore

Friday, July 9th, 2010

Flavio Carboni, arrestato in merito alla faccenda dell’eolico, ha un curriculum della madonna. Nell’arco dei suoi 78 anni è finito dentro ad ogni affare sporco, grigio, nero e puzzolente della nostra storia. Al suo curriculum manca forse solo l’oro di Dongo. Forse…
L’ultima della serie, il tentativo di corrompere i giudici della Corte Costituzionale per far passare il Lodo Alfano è acqua fresca, in confronto al resto.
Si va dal sequestro Moro al caso Orlandi, dalla Banda della Magliana all’omicidio di Calvi, dalle solide amicizie con la mafia al crack del banco Ambrosiano, dai legami con Licio Gelli a quelli con lo Ior.
Insomma, ne avrete sentite di tutti i colori. Tranne una, che i Tg Rai hanno deciso di omettere (quelli mediaset non li prenderei nemmeno in considerazione): negli anni 80 era socio di Berlusconi, e fu lui a vendergli Villa La Certosa, il villone in Costa Smeralda dove il premier… ospita… intrattiene relazioni… diplomatiche, ecco.

Cancella il debito? Col secchiello

Thursday, June 17th, 2010

Le lacrime, sangue e porcherie che questa finanziaria ci impongono hanno lo scopo di un risparmio di 24 miliardi di euro, destinati ad alleggerire il debito e allontanare il fantasma del fallimento del paese. Ora, vorrei che vi rendiate conto di questo: il debito italiano ammonta quest’anno a circa 1800 miliardi di euro. Noi gliene togliamo 24. E’ come andare col secchiello a togliere il petrolio dalle coste della Louisiana.

Sappiamo che il grosso del debito ce lo hanno lasciato Craxi (e si, dedichiamogli una via) e i suoi amici del pentapartito. Ma dal 1994 ad oggi, nella seconda Repubblica, cos’è successo? Mi sono messo li, e con i dati della banca d’Italia ho fatto  questa tabellina. Il criterio è questo: ho associato il debito dell’anno X al governo che ha redatto la Finanziaria nell’anno X-1 (le finanziarie escono solitamente nel dicembre dell’anno precendente). Intanto va detto che mentre agli italiani, dal governo Amato del 1994 in poi, sono state imposte finanziarie prive di investimenti sul futuro e ricche di tagli ai servizi, nel nome del risanamento dei conti, il debito è quasi raddoppiato, aggiungendo altri 750 miliardi di euro. Di questi 290 li hanno fatti i governi di centrosinistra,  e 450 i governi di centrodestra. E per fortuna che c’è Tremonti.

Affondate la Bismarck

Tuesday, June 1st, 2010

Dall’inizio della guerra in Iraq ad oggi abbiamo conosciuto molte manifestazioni pacifiste, più o meno pacifiche. Abbiamo imparato quanto queste possano essere inquinate da gruppi anarcoidi antagonisti da un lato, e da forze dell’ordine “manesche” pronte a inquinare la scena per giustificare i propri eccessi. Eppure, nonostante questa esperienze oramai decennale, ancora c’è chi si accontenta di sentire l’aggettivo “pacifista”, per dare credito di buona fede a chi lo usa come scudo.
Che su quella nave ci fossero molte persone in buona fede non lo metto in dubbio, ma mi riesce molto difficile immaginare un vero pacifista accogliere a sprangate, granate incendiarie e spari i soldati che salgono a bordo di una nave calandosi da un elicottero.
La spedizione è stata organizzata da associazioni islamiche turche legate ad Hamas, la quale ha inserito suoi rappresentanti a bordo delle navi.
L’azione israeliana aveva l’obiettivo dichiarato di impedire la forzatura del blocco, dirottare le navi nel porto di Ashdod, perquisirne il carico e farlo arrivare a Gaza via terra. I passeggeri hanno cercato con la forza di impedirlo e hanno perso la battaglia.

Mi piacerebbe vedere più dubbi sulla buona fede dei manifestanti, sul reale contenuto della nave, sui veri animatori di questa spedizione, mi piacerebbe vedere al lavoro le menti dei dietrologi sull’analisi di certe manifestazioni di pacifismo che muovono senza freno verso le reazioni violente, e si fanno trovare pronte come una legione romana.

Ministro Lucignolo

Wednesday, May 26th, 2010

Il ministro Gelmini propone di spostare l’inizio delle lezioni al 1° Ottobre. O perché no, al primo lunedì di Ottobre. Per rinvigorire il settore turistico, sai. La Brambilla è d’accordo, certo, ma dovrebbe stare attenta alle invasioni di campo di un ministro che dovrebbe occuparsi di scuola, e invece pensa ai bilanci degli stabilimenti balneari (ma no, pensa anche alla scuola: taglia via un’altra fetta di istruzione pubblica, si risparmia, e si rende tutti felici e ignoranti).

E’ difficile distinguere, quando si tratta del governo Berlusconi, tra le cazzate pronunciate dalla bocca senza previa consultazione del cervello, e la programmatica distruzione dello stato per come lo abbiamo conosciuto. La visione di adolescenti ciucci a spasso fino a Ottobre, mentre magari nelle scuole private si ricomincia regolarmente a metà Settembre, mi fa propendere più per la seconda ipotesi.

Pinocchio e Lucignolo potranno presentare al rientro a scuola il resoconto della giornata passata tra le giostre di Mangiafuoco, e richiedere un cospicuo numero di crediti formativi.

Avanti (?) miei Prodi

Thursday, May 20th, 2010

Ricordavo si, nel 2006, il conto alla rovescia verso “il ritorno del professore”, ma non ricordavo perché avevo così tante aspettative nei suoi confronti, fino alla puntata di Otto e mezzo dell’altro giorno. La sua intervista mi ha riportato alla mente le qualità che gli riconoscevo anche 4 anni fa: senso dello stato, competenza, misura e chiarezza. Non parla di Noemi Letizia, ne delle intercettazioni, ma del futuro dell’Italia, nel medio lungo periodo, e lo fa sapendo ciò che dice. E’ davvero facile, ascoltandolo, cominciare a farsi suggestionare su un altro “ritorno del professore”, ma durante la trasmissione ha commesso un errore, si è inceppato, su una banalità certo, ma significativa: “è una manovra da 27 mila mil… da 27 miliardi di euro”. Romano Prodi è del ’39, e ragiona ancora in lire.

E’ vero che Berlusconi è più vecchio, è del ’36 e anzichè in euro ragiona in Viagra, ma entrambi appartengono a una stagione da chiudere. Berlusconi e Prodi si legittimano a vicenda, entrambi hanno monopolizzato la scena politica in un ventennio disastroso, ricco di occasioni mancate e scelte sbagliate che hanno creato un pantano dal quale difficilmente ci risolleveremo.

Politici e social network

Wednesday, April 28th, 2010

C’è chi lo odia, e lo dice, chi non lo capisce e ma vuole starci dentro, e pochi, pochissimi, che lo vivono per quello che è.
La stragrande maggioranza dei politici affida ai propri uffici stampa l’invio di messaggi su Twitter, FriendFeed e blog, per raggiungere più persone possibile e perchè non si dica che non sono al passo coi tempi, fraintendendo il mezzo e i modi con cui si comunica su di esso.
L’essenza di questi strumenti è un contatto reciproco tra chi scrive e chi legge. Se scrivi un messaggio su twitter, mi aspetto che leggi i commenti, e rispondi a tua volta. La stessa cosa vale per i blog.
Da una (relativamente) giovane politica come Debora Serracchiani per esempio ci si aspetterebbe una sensibilità sui nuovi mezzi di comunicazione che invece non ha. Al suo post sulla festa della liberazione sono seguiti al momento 21 commenti. In uno di questi per esempio, si definisce la vita di Napolitano “un mucchio di letame”. La Serracchiani non risponde, perchè semplicemente non legge i commenti. Vive il blog come un giornale di partito, da appendere alle bacheche. Stessa cosa per il profilo di Bersani su twitter e friendfeed. Una comunicazione sorda e a senso unico.

Esistono le eccezioni, come Ivan Scalfarotto, vice presidente del PD, e Pippo Civati, consigliere regionale della Lombardia per il PD, ma sono ancora mosche bianche.

Risiko e Rosiko

Friday, April 23rd, 2010
Risiko, Gianfranco Fini, sposta i suoi carrarmatini e tira i dadi. Rosiko, Silvio Berlusconi, lancia i dadi per terra, ribalta il tavolo, urla e non gioca più. Rosiko ha soldi e panza, ma Risiko ha mestiere, sa incassare, prende le botte e aspetta. Quello che Rosiko soffre di più è la sindrome da accerchiamento, la paura di un complotto, che lo acceca e lo infuria come un toro. Il problema è che la politica è come la Corrida: non ha importanza quanti toreri riesci a infilzare, se sei finito nell’arena, il tuo destino è segnato.
Fini ha scelto uno scontro in campo aperto, per far uscire l’avversario allo scoperto; ma il colpo di grazia, a Rosiko, gli è arrivato sul fianco, e proprio dal suo amato alleato, Umberto Bossi, che oggi ha dichiarato “l’alleanza elettorale PDL-Lega è finita”.
Stavolta ha ragione Berlusconi, a parlare di complotto. Ha passato gli ultimi 15 anni a guardarsi dai giudici e dai comunisti, mentre erano i suoi amici, a scavargli la fossa. Ora che Fini è l’idolo della sinistra, può dire concluso il suo ciclo di riabilitazione dal fascismo e Bossi ha conquistato due regioni del Nord. Berlusconi, le sue gaffe internazionali, gli scandali con le escort, le inchieste della magistratura sono solo un peso.
Fini tenterà la conquista del Quirinale, e Bossi si lancerà all’arrembaggio di Palazzo Marino e delle banche del nord.
E il PD? Il PD ha tanto tanto freddo.

Se ne parla (anche) qui:

Il Post (Luca Sofri)
Gad Lerner

Chi è garantista (e chi no)?

Thursday, April 22nd, 2010

Il grosso della campagna elettorale del centrodestra si gioca intorno alla sicurezza dei cittadini. La sicurezza tipicamente si garantisce sbattendo i criminali in carcere, e la critica verso il centrosinistra è quella di essere troppo molle nel perseguire i reati. Da questo ci si aspetterebbe che la sinistra sia garantista, e la destra giustizialista. Così si spiega perchè un mio parente giustificò il voto a Berlusconi con “questo garantismo della sinistra ha francamente rotto le palle”.
E ora esaminiamo le posizioni sulla giustizia. Limitazione delle intercettazioni, processo breve (super-prescrizione), depenalizzazione del falso in bilancio, separazione delle carriere dei magistrati, possibilità di farsi spostare la sede del processo, sono tutti provvedimenti iper-garantisti. E sono tutti provvedimenti del governo, apertamente osteggiati dal centrosinistra.
E qui sta il mistero: gli elettori di sinistra, che dovrebbero essere garantisti, si spostano verso Di Pietro, che è iper-giustizialista. Gli elettori del centrodestra, quelli del “sbattilo dentro e butta via la chiave”, o continuano a votare Berlusconi, o tutt’al più si spostano verso la Lega, che abbaia di più, e morde ancora meno, visto che non fa mai mancare il suo voto a queste leggi che di fatto rendono difficilissimo svolgere le indagini, e ottenere condanne.
Se in più aggiungete che il governo Berlusconi non ha ne abbassato le tasse, ne riformato le pensioni o menomato in alcun modo lo stato sociale, non ha avviato nessuna liberalizzazione, ne privatizzato nessuna azienda pubblica, tutte cose invece fatte dai precedenti governi di sinistra, è facile capire perchè Luca Sofri, dialogando con la direttrice del Secolo d’Italia, non riesca a trovare differenze tra le rispettive posizioni. Io mi domando se, di nascosto ai sondaggisti, destra e sinistra si siano scambiati gli elettori.