Quando gli operai scendono in piazza, in coda ai loro cortei ci sono gli studenti. Sono giovani preoccupati per i diritti dei loro padri, e per le proprie future condizioni di lavoro. Quando gli studenti, i disoccupati o i precari scendono in piazza, col cazzo che trovi uno della FIOMM.
E’ con lo stesso spirito che mi approccio alla questione di Pomigliano: cazzi vostri. Perché l’odiosa (davvero, non sono ironico) imposizione di Marchionne non fa altro che portare alla classe operaia le condizioni di lavoro tipiche dei lavoratori delle piccole aziende, giovani e atipici: niente sciopero, straordinari fatti a discrezione del datore del lavoratore (altro che 4 giorni di preavviso, a “noi” vengono chiesti quando abbiamo la giacca addosso), mobilità interna (spesso tra sedi distanti tra loro, nel caso dei lavoratori di piccole medie imprese).
Perché hanno votato si, il 62% dei lavoratori? Perché se la produzione fosse rimasta in Polonia loro avrebbero perso il posto di lavoratore, e sarebbero diventati disoccupati, ovvero quella categoria di cittadino ignorata da politici, sindacati e occupati, o magari, ommioddio!!, ancora peggio: lavoratori atipici. Quelli che vanno e vengono negli stabilimenti, e per i quali nessuno, se non loro stessi, si è mai incatenato ai cancelli.
Gli imprenditori italiani fanno schifo? Si, eccome. Anche i sindacati però. E spesso pure i lavoratori.