Archive for the ‘Pattume e Società’ Category

L’esercizio del giorno

Thursday, September 2nd, 2010

Esprimere con sicurezza un’opinione senza sapere di che si parla. Successivamente, dopo essere stati sbugiardati da chi è più informato di te, informarsi meglio e smentirlo, dimostrando di aver avuto ragione, pur avendo parlato a casaccio.

Tempo dell’esercizio: 10 minuti massimo

Strumenti a disposizione: iPhone, Google ed eventualmente una fuga nei bagni

E’ un paese per vecchi

Thursday, September 2nd, 2010

L’Italia non è soltanto un paese anagraficamente vecchio: è un paese per vecchi. E non di vecchi qualunque: di vecchi che odiano i giovani.

Ma guarda te: uno passa una settimana a New York e si riempie la bocca per mesi. Basta davvero un viaggio all’estero a far partire la litania della fuga dall’Italia? Essì, basta, quantomeno per me. E’ sufficiente quello che vedi all’estero in sette giorni, e quello che vedi al tuo rientro nei successivi due o tre, per capire che l’Italia sta morendo senza lottare. Come ci si è sentiti in dovere di definire “paesi emergenti” alcuni stati comunemente definiti “terzo mondo” ma pronti a fare il salto, si dovrebbe cominciare a parlare di “paesi declinanti” per quelli che stanno perdendo il loro status. Ed è ciò che siamo noi.
Dopo aver visto le insegne delle banche aperte 7 giorni su 7, negozi aperti 24 ore al giorno, ferry boat grautiti per spostarsi da una parte all’altra della città, sedie e tavoli a disposizione dei cittadini sparsi in ogni angolo della città, parchi pubblici puliti che offrono gratuitamente Wi-Fi, quotidiani, libri, toilette pulite e cinema all’aperto, io torno in Italia, accendo il computer per leggere le notizie, e cosa trovo? Notizie come questa, in cui si parla dell’intenzione della giunta regionale piemontese di impedire ai centri commerciali di aprire la domenica, o questa, che racconta come a Merano vengano tolte le panchine per impedire ai barboni di dormirci.

Nella foto qua sotto, scattata a Manhattan una settimana fa, un barbone dorme su una installazione artistica, di fronte a una banca che riporta nell’insegna la scritta “Open 7 Days”. Manco a farlo apposta. Ma che ci volete fare, Manhattan non è certo Cuneo o Merano.

Why can’t we be friend?

Thursday, August 19th, 2010

Giovani quattordicenni parigine si appostavano vicino a bancomat. Quando un malcapitato prelevava, una gli mostrava le tette, e l’altra, approfittando della sua distrazione, gli rubava i soldi.

Qualora in Italia qualche ragazzina stesse pensando di replicare la tecnica, sappia che di solito prelevo a Torino, in Via Monginevro. E che ci si può mettere d’accordo, senza bisogno di rapina.

Il nostro quarto potere

Tuesday, July 27th, 2010

Il giornalismo, i mass media, sono lo strumento fondamentale per la difesa della democrazia. Per questo, e per istinto, l’opinione pubblica si è schierata contro la legge sulle intercettazioni. Ma c’è davvero qualcosa da vietare in Italia? Non ci pensano già i giornalisti, a ridicolizzare il quarto potere? Questa foto è al momento (27/07/2010, ore 15:04) nella home page del Corriere della Sera: Jon Bon Jovi a letto con quattro ragazze, di cui una gli tiene in mano l’uccello. Con tanto di articolo.

L’atomica cinese

Thursday, July 8th, 2010

Lo sviluppo della Cina è una bomba ad orologeria per l’ambiente.
La Cina sta consumando le sue riserve ittiche e accampa diritti sull’Artico.
La Cina sta mandando in crisi l’economia occidentale con una politica commerciale aggressiva.
La Cina pratica massivamente tortura e pena di morte.
Lo sviluppo industriale ed economico della Cina accellererà l’esaurimento del petrolio.
La crisi costringe i negozianti italiani a vendere ai cinesi.
I cinesi possiedono gran parte dei debiti pubblici delle nazioni occidentali.

I nostri figli, i pinguini e gli orsi polari, le industrie tessili di Prato, le associazioni umanitarie e tutte le persone per bene ci chiedono solo una cosa: sterminiamo i cinesi. E’ pericoloso, ci vorrà un bel po’ di tempo, ma va fatto.

La piccola comunità di Tre Bagni

Tuesday, July 6th, 2010

Tre bagni uno attaccato all’altro, stretti e comunicanti tra loro, hanno il potere quasi magico di creare delle piccole comunità, legate da profondo egualitarismo e rispetto reciproco.

Ne avrebbe Freud da scrivere sui legami che nascono tra tre persone che silenziosamente (chi più chi meno) espletano le proprie necessità corporali condividendo gli sforzi, i sospiri e le espressioni soffocate di dolore. Non ci sono differenze quando si sta sulla tazza, ognuno è per l’altro solo un gemito di fatica e uno sbuffo di sollievo, non importa che dall’altra parte del muro ci sia un dirigente o una tuta blu, e quand’anche si facesse del cul trombetta, non ci sarà ne scherno ne emarginazione, perché in questa piccola comunità c’è spazio solo per la muta partecipazione nella gioia e nel dolore legati alla liberazione.
Una comunità popolata di sospiri ma priva di volti e voci, perché una regola non scritta vuole che si attenda il proprio turno per uscire dal bagno, per non incrociarsi mai.
Quello che sta scoreggiando affianco a te potrebbe essere il dirigente che sta per licenziarti, ma nella comunità di Tre Bagni non ha importanza, è semplicemente un tuo fratello, come tutti gli altri.

Pomigliano: benvenuti nel terzo millennio.

Wednesday, June 23rd, 2010

Quando gli operai scendono in piazza, in coda ai loro cortei ci sono gli studenti. Sono giovani preoccupati per i diritti dei loro padri, e per le proprie future condizioni di lavoro. Quando gli studenti, i disoccupati o i precari scendono in piazza, col cazzo che trovi uno della FIOMM.

E’ con lo stesso spirito che mi approccio alla questione di Pomigliano: cazzi vostri. Perché l’odiosa (davvero, non sono ironico) imposizione di Marchionne non fa altro che portare alla classe operaia le condizioni di lavoro tipiche dei lavoratori delle piccole aziende, giovani e atipici: niente sciopero, straordinari fatti a discrezione del datore del lavoratore (altro che 4 giorni di preavviso, a “noi” vengono chiesti quando abbiamo la giacca addosso), mobilità interna (spesso tra sedi distanti tra loro, nel caso dei lavoratori di piccole medie imprese).

Perché hanno votato si, il 62% dei lavoratori? Perché se la produzione fosse rimasta in Polonia loro avrebbero perso il posto di lavoratore, e sarebbero diventati disoccupati, ovvero quella categoria di cittadino ignorata da politici, sindacati e occupati, o magari, ommioddio!!, ancora peggio: lavoratori atipici. Quelli che vanno e vengono negli stabilimenti, e per i quali nessuno, se non loro stessi, si è mai incatenato ai cancelli.

Gli imprenditori italiani fanno schifo? Si, eccome. Anche i sindacati però. E spesso pure i lavoratori.

Fidarsi è bene

Thursday, June 17th, 2010

Stamattina sono andato a fare delle analisi, e contrariamente ad ogni previsione ero ampiamente in ritardo. Il parcometro rotto mi ha mangiato i soldi senza farmi il biglietto, quindi sono entrato a prendere il numero, e dopo 5 minuti, preso dal panico, ho preso un altro numero e sono corso a cercare un parcometro funzionante. Il secondo numero mi sarebbe servito se mi avessero chiamato mentre ero fuori.
Finisce che chiamano l’8 (il mio numero) mezz’ora dopo il mio rientro, e quindi mi rimaneva un prezioso 12 da donare a qualcuno. Mentre selezionavo il vincitore, una ragazza col 28 mi ha chiesto un’informazione, e ho pensato di offrirlo a lei. Sgrana gli occhi e mi domanda per quale motivo davo a lei il mio biglietto; io le ho mostrato che ne avevo due, e toccava a me, e insomma, per farla breve, ne avevo uno in più, se lo vuoi bene, sennò… La sua espressione era un misto di tentazione, diffidenza e paura. Sembrava che le avessi offerto un assegno da un fantastilione di dollari, firmato da Zio Paperone, in cambio di un pompino, e i suoi occhi parevano dicessero “Non so se la firma di Zio Paperone sia vera ma un fantastilione di dollari sono un fantastilione di dollari…”. La mano tremante ha afferrato il biglietto, lo ha soppesato, e poi ha sussurrato “beh col 28 c’è una bella differenza”, con l’espressione di chi valuta delle scarpe in saldo, o meglio, il biglietto di un bagarino. Per sua fortuna un’infermiera, desiderosa di ricevere il mio campione di urina, ha richiamato la mia attenzione prima che cominciassi a percuoterla con l’ombrello. (more…)

La soldatessa alle grandi manovre

Thursday, May 27th, 2010

Non serviva Freud per capire quanto il sesso sia in grado di abbattere ogni barriera, nonostante l’educazione, i divieti, le minacce di punizioni. Negli ultimi anni si è dimostrato in grado di piegare la volontà dei generali di due eserciti tra i più potenti al mondo.

Tra il 2003 e il 2009 ben 133 soldatesse inglesi impegnate in missione (102 in Iraq e 31 in Afghanistan) sono tornate in patria perché sono rimaste incinta. Per correre ai ripari l’esercito ha pensato di dotarle di preservativi, mostrando una buona dose di pragmatismo. Decisamente più goffo il tentativo di arginare il sesso tra commilitoni studiato dall’esercito dagli Stati Uniti: corte marziale per mamma e papà. E che in America abbiano problemi a gestire la sessualità nelle forze armate, lo dimostra l’imbarazzo e la difficoltà con la quale si sta tentando in questi giorni di superare la legge del “Don’t ask, don’t tell”, ovvero: io non ti chiedo se sei gay, e tu non lo devi dire. Questa legge, vecchia di quasi vent’anni, consente agli omosessuali di arruolarsi, purchè  non facciano “coming out”.

Ministro Lucignolo

Wednesday, May 26th, 2010

Il ministro Gelmini propone di spostare l’inizio delle lezioni al 1° Ottobre. O perché no, al primo lunedì di Ottobre. Per rinvigorire il settore turistico, sai. La Brambilla è d’accordo, certo, ma dovrebbe stare attenta alle invasioni di campo di un ministro che dovrebbe occuparsi di scuola, e invece pensa ai bilanci degli stabilimenti balneari (ma no, pensa anche alla scuola: taglia via un’altra fetta di istruzione pubblica, si risparmia, e si rende tutti felici e ignoranti).

E’ difficile distinguere, quando si tratta del governo Berlusconi, tra le cazzate pronunciate dalla bocca senza previa consultazione del cervello, e la programmatica distruzione dello stato per come lo abbiamo conosciuto. La visione di adolescenti ciucci a spasso fino a Ottobre, mentre magari nelle scuole private si ricomincia regolarmente a metà Settembre, mi fa propendere più per la seconda ipotesi.

Pinocchio e Lucignolo potranno presentare al rientro a scuola il resoconto della giornata passata tra le giostre di Mangiafuoco, e richiedere un cospicuo numero di crediti formativi.