Papa Steven I

July 5th, 2010

Circa 8000 persone (censite come sempre in modo generoso e difficilmente verificabile) hanno seguito il Papa a Sulmona. A Mestre 25.000 persone hanno passato 8 ore sotto il sole per vedere (e sentire) Steven Tyler e gli Aerosmith. La cifra è certa e data dalla vendita di biglietti.

Con questo non vogliamo dire che Steven Tyler sarebbe un buon papa (anche se…), ma semplicemente che Ratzinger non è all’altezza di far parte degli Aerosmith.

Pomigliano: benvenuti nel terzo millennio.

June 23rd, 2010

Quando gli operai scendono in piazza, in coda ai loro cortei ci sono gli studenti. Sono giovani preoccupati per i diritti dei loro padri, e per le proprie future condizioni di lavoro. Quando gli studenti, i disoccupati o i precari scendono in piazza, col cazzo che trovi uno della FIOMM.

E’ con lo stesso spirito che mi approccio alla questione di Pomigliano: cazzi vostri. Perché l’odiosa (davvero, non sono ironico) imposizione di Marchionne non fa altro che portare alla classe operaia le condizioni di lavoro tipiche dei lavoratori delle piccole aziende, giovani e atipici: niente sciopero, straordinari fatti a discrezione del datore del lavoratore (altro che 4 giorni di preavviso, a “noi” vengono chiesti quando abbiamo la giacca addosso), mobilità interna (spesso tra sedi distanti tra loro, nel caso dei lavoratori di piccole medie imprese).

Perché hanno votato si, il 62% dei lavoratori? Perché se la produzione fosse rimasta in Polonia loro avrebbero perso il posto di lavoratore, e sarebbero diventati disoccupati, ovvero quella categoria di cittadino ignorata da politici, sindacati e occupati, o magari, ommioddio!!, ancora peggio: lavoratori atipici. Quelli che vanno e vengono negli stabilimenti, e per i quali nessuno, se non loro stessi, si è mai incatenato ai cancelli.

Gli imprenditori italiani fanno schifo? Si, eccome. Anche i sindacati però. E spesso pure i lavoratori.

Cancella il debito? Col secchiello

June 17th, 2010

Le lacrime, sangue e porcherie che questa finanziaria ci impongono hanno lo scopo di un risparmio di 24 miliardi di euro, destinati ad alleggerire il debito e allontanare il fantasma del fallimento del paese. Ora, vorrei che vi rendiate conto di questo: il debito italiano ammonta quest’anno a circa 1800 miliardi di euro. Noi gliene togliamo 24. E’ come andare col secchiello a togliere il petrolio dalle coste della Louisiana.

Sappiamo che il grosso del debito ce lo hanno lasciato Craxi (e si, dedichiamogli una via) e i suoi amici del pentapartito. Ma dal 1994 ad oggi, nella seconda Repubblica, cos’è successo? Mi sono messo li, e con i dati della banca d’Italia ho fatto  questa tabellina. Il criterio è questo: ho associato il debito dell’anno X al governo che ha redatto la Finanziaria nell’anno X-1 (le finanziarie escono solitamente nel dicembre dell’anno precendente). Intanto va detto che mentre agli italiani, dal governo Amato del 1994 in poi, sono state imposte finanziarie prive di investimenti sul futuro e ricche di tagli ai servizi, nel nome del risanamento dei conti, il debito è quasi raddoppiato, aggiungendo altri 750 miliardi di euro. Di questi 290 li hanno fatti i governi di centrosinistra,  e 450 i governi di centrodestra. E per fortuna che c’è Tremonti.

Fidarsi è bene

June 17th, 2010

Stamattina sono andato a fare delle analisi, e contrariamente ad ogni previsione ero ampiamente in ritardo. Il parcometro rotto mi ha mangiato i soldi senza farmi il biglietto, quindi sono entrato a prendere il numero, e dopo 5 minuti, preso dal panico, ho preso un altro numero e sono corso a cercare un parcometro funzionante. Il secondo numero mi sarebbe servito se mi avessero chiamato mentre ero fuori.
Finisce che chiamano l’8 (il mio numero) mezz’ora dopo il mio rientro, e quindi mi rimaneva un prezioso 12 da donare a qualcuno. Mentre selezionavo il vincitore, una ragazza col 28 mi ha chiesto un’informazione, e ho pensato di offrirlo a lei. Sgrana gli occhi e mi domanda per quale motivo davo a lei il mio biglietto; io le ho mostrato che ne avevo due, e toccava a me, e insomma, per farla breve, ne avevo uno in più, se lo vuoi bene, sennò… La sua espressione era un misto di tentazione, diffidenza e paura. Sembrava che le avessi offerto un assegno da un fantastilione di dollari, firmato da Zio Paperone, in cambio di un pompino, e i suoi occhi parevano dicessero “Non so se la firma di Zio Paperone sia vera ma un fantastilione di dollari sono un fantastilione di dollari…”. La mano tremante ha afferrato il biglietto, lo ha soppesato, e poi ha sussurrato “beh col 28 c’è una bella differenza”, con l’espressione di chi valuta delle scarpe in saldo, o meglio, il biglietto di un bagarino. Per sua fortuna un’infermiera, desiderosa di ricevere il mio campione di urina, ha richiamato la mia attenzione prima che cominciassi a percuoterla con l’ombrello. Read the rest of this entry »

Affondate la Bismarck

June 1st, 2010

Dall’inizio della guerra in Iraq ad oggi abbiamo conosciuto molte manifestazioni pacifiste, più o meno pacifiche. Abbiamo imparato quanto queste possano essere inquinate da gruppi anarcoidi antagonisti da un lato, e da forze dell’ordine “manesche” pronte a inquinare la scena per giustificare i propri eccessi. Eppure, nonostante questa esperienze oramai decennale, ancora c’è chi si accontenta di sentire l’aggettivo “pacifista”, per dare credito di buona fede a chi lo usa come scudo.
Che su quella nave ci fossero molte persone in buona fede non lo metto in dubbio, ma mi riesce molto difficile immaginare un vero pacifista accogliere a sprangate, granate incendiarie e spari i soldati che salgono a bordo di una nave calandosi da un elicottero.
La spedizione è stata organizzata da associazioni islamiche turche legate ad Hamas, la quale ha inserito suoi rappresentanti a bordo delle navi.
L’azione israeliana aveva l’obiettivo dichiarato di impedire la forzatura del blocco, dirottare le navi nel porto di Ashdod, perquisirne il carico e farlo arrivare a Gaza via terra. I passeggeri hanno cercato con la forza di impedirlo e hanno perso la battaglia.

Mi piacerebbe vedere più dubbi sulla buona fede dei manifestanti, sul reale contenuto della nave, sui veri animatori di questa spedizione, mi piacerebbe vedere al lavoro le menti dei dietrologi sull’analisi di certe manifestazioni di pacifismo che muovono senza freno verso le reazioni violente, e si fanno trovare pronte come una legione romana.

La soldatessa alle grandi manovre

May 27th, 2010

Non serviva Freud per capire quanto il sesso sia in grado di abbattere ogni barriera, nonostante l’educazione, i divieti, le minacce di punizioni. Negli ultimi anni si è dimostrato in grado di piegare la volontà dei generali di due eserciti tra i più potenti al mondo.

Tra il 2003 e il 2009 ben 133 soldatesse inglesi impegnate in missione (102 in Iraq e 31 in Afghanistan) sono tornate in patria perché sono rimaste incinta. Per correre ai ripari l’esercito ha pensato di dotarle di preservativi, mostrando una buona dose di pragmatismo. Decisamente più goffo il tentativo di arginare il sesso tra commilitoni studiato dall’esercito dagli Stati Uniti: corte marziale per mamma e papà. E che in America abbiano problemi a gestire la sessualità nelle forze armate, lo dimostra l’imbarazzo e la difficoltà con la quale si sta tentando in questi giorni di superare la legge del “Don’t ask, don’t tell”, ovvero: io non ti chiedo se sei gay, e tu non lo devi dire. Questa legge, vecchia di quasi vent’anni, consente agli omosessuali di arruolarsi, purchè  non facciano “coming out”.

Ministro Lucignolo

May 26th, 2010

Il ministro Gelmini propone di spostare l’inizio delle lezioni al 1° Ottobre. O perché no, al primo lunedì di Ottobre. Per rinvigorire il settore turistico, sai. La Brambilla è d’accordo, certo, ma dovrebbe stare attenta alle invasioni di campo di un ministro che dovrebbe occuparsi di scuola, e invece pensa ai bilanci degli stabilimenti balneari (ma no, pensa anche alla scuola: taglia via un’altra fetta di istruzione pubblica, si risparmia, e si rende tutti felici e ignoranti).

E’ difficile distinguere, quando si tratta del governo Berlusconi, tra le cazzate pronunciate dalla bocca senza previa consultazione del cervello, e la programmatica distruzione dello stato per come lo abbiamo conosciuto. La visione di adolescenti ciucci a spasso fino a Ottobre, mentre magari nelle scuole private si ricomincia regolarmente a metà Settembre, mi fa propendere più per la seconda ipotesi.

Pinocchio e Lucignolo potranno presentare al rientro a scuola il resoconto della giornata passata tra le giostre di Mangiafuoco, e richiedere un cospicuo numero di crediti formativi.

Stanco della solita Chiesa? Passa al Luteranesimo!

May 21st, 2010

Nel 1870, 10 anni dopo che l’Unità d’Italia ha di fatto esteso lo Statuto Albertino su tutto il territorio nazionale, il Concilio Vaticano I ha stabilito il dogma dell’infallibilità papale. Avete presente la frase “se sbaglio mi corriggerete”? Bene, se un dogma è un dogma, corriggere è un verbo della lingua italiana. Questo significa che un cattolico non può criticare il papa.

Nel 1534 Martin Lutero tradusse Bibbia e Nuovo Testamento in lingua volgare; nel 2007 Ratzinger reintroduce la messa in latino. Sempre al passo con i tempi. Ricordate che il papa è infallibile.

Nell’VIII secolo d.c., all’interno dell’Impero Bizantino (che non potremmo definire un faro di modernità) si sviluppò un movimento iconoclasta, che riconobbe il pericolo dell’idolatria derivata dall’adorazione delle immagini. Nel 2005 la Chiesa Cattolica “certificò” come miracolo le lacrime di sangue sgorgate nel ’95 dalla madonnina di Civitavecchia, oggi meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli (non fu mai fatto l’esame del DNA per accertare che il sangue non fosse quello della “veggente”).

Nel 1537 Martin Lutero mise al bando le reliquie, definendole “senza fondamento nella Parola di Dio, non […] comandata, né consigliata”. Nel 1543 Giovanni Calvino scrisse un trattato sull’origine fraudolenta delle reliquie. In questo momento, a Torino, migliaia di persone sono in fila per vedere il “sacro lino” nel quale fu avvolto Gesù di Nazareth. Nella basilica di Sant’Antonio a Padova c’è la mandibola del santo. L’indice della mano destra del Battista è a Firenze, il mento a Viterbo, la testa (senza mento?) a Roma, il braccio destro a Siena, tre dita in Francia, le (suppongo poche, viste le sottrazioni) ceneri a Genova. L’Apostolo Bartolomeo ha due corpi (uno dei quali evidentemente scuoiato, perché a Pisa conservano la sua pelle) e tre calotte craniche. L’elenco è lungo, e molto divertente, prossimamente cercherò di farne uno più completo possibile.

C’è poi l’adorazione dei Santi, e il “patronato”:  Santa Gertrude è la protettrice dei gatti, per dire. Qui tempo fa avevo fatto un elenco.

Insomma se non credete a tutte queste cose, se vorreste una Chiesa diversa, se pensate che la pedofilia non l’abbiano inventata gli hippie nel ’68, non sentitevi in colpa, non siete dei cattivi cristiani: siete dei cristiani protestanti. La chiesa luterana sposa le coppie omosessuali. La chiesa anglicana ha sacerdotesse donne. E tu? Cosa aspetti? Approfitta della fine dell’Inquisizione, passa al protestantesimo.

Avanti (?) miei Prodi

May 20th, 2010

Ricordavo si, nel 2006, il conto alla rovescia verso “il ritorno del professore”, ma non ricordavo perché avevo così tante aspettative nei suoi confronti, fino alla puntata di Otto e mezzo dell’altro giorno. La sua intervista mi ha riportato alla mente le qualità che gli riconoscevo anche 4 anni fa: senso dello stato, competenza, misura e chiarezza. Non parla di Noemi Letizia, ne delle intercettazioni, ma del futuro dell’Italia, nel medio lungo periodo, e lo fa sapendo ciò che dice. E’ davvero facile, ascoltandolo, cominciare a farsi suggestionare su un altro “ritorno del professore”, ma durante la trasmissione ha commesso un errore, si è inceppato, su una banalità certo, ma significativa: “è una manovra da 27 mila mil… da 27 miliardi di euro”. Romano Prodi è del ’39, e ragiona ancora in lire.

E’ vero che Berlusconi è più vecchio, è del ’36 e anzichè in euro ragiona in Viagra, ma entrambi appartengono a una stagione da chiudere. Berlusconi e Prodi si legittimano a vicenda, entrambi hanno monopolizzato la scena politica in un ventennio disastroso, ricco di occasioni mancate e scelte sbagliate che hanno creato un pantano dal quale difficilmente ci risolleveremo.

Meglio a te che a me

May 20th, 2010

“Tanto peggio tanto meglio” è uno degli atteggiamenti che macchiano molte posizioni degli ambientalisti di tutto il mondo. Loro si aspettano i disastri, e quando ne vedono uno, di nascosto, si compiacciono all’idea di ottenere consensi, donazioni e sensabilizzazione dell’opinione pubblica senza sforzo. E’ come se il genitore che porta il figlio al pronto soccorso per un’influenza urlasse “Si, vai, così, così!” vedendo il bambino sputare sangue, perchè di certo un conto è convincere un infermiere che il piccolo stia male solo perchè ha la febbre, un conto è mostrarglielo mentre fiotta sangue.

Però, senza gioire del disastro, possiamo comunque cercare un lato positivo in questa vicenda: è successo negli Stati Uniti. Quelli che preferiscono difendere lo stile di vita americano, piuttosto che l’ambiente. Quelli che vogliono andare a trivellare l’Alaska, per mantenersi basso il prezzo del petrolio. Quelli che si mettono di traverso a ogni protocollo di controllo delle emissioni, ora si godono un po’ del lato B del loro sviluppo. E perchè, in ultima analisi, sono quelli meglio attrezzati per arginare il problema, se lo vogliono. Credo che per intervenire si sia in attesa della delibera della comunità cubana in Florida, dilaniata dal dilemma: aggredire la macchia di petrolio, o lasciarla in mare, sperando che devasti Cuba?