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Certe idee non muoiono. Certe altre si.

Friday, January 29th, 2010

Forse non ha più nemmeno senso domandarselo, il perchè del definitivo tramonto di certe idee, nelle quali in tanti hanno creduto fermamente. Perchè è un fatto che i partiti che puntavano sul ritorno alla statalizzazione dei servizi, sulla sicurezza del posto di lavoro, sull’abrogazione della legge Biagi, sul sostegno ai sindacati autonomi e il pacifismo “senza se e senza ma”, sono stati sconfitti alle ultime elezioni, e si sono annientati a vicenda parcellizzandosi in decine di sigle irrilevanti.
A quanto pare non si può obbligare ciò che rimane della classe operaia alla lotta collettiva per i propri diritti, ora che si sono accorti che l’unico modo di ottenere qualcosa è lottare per se. Ed è difficile convincere chi si è appena levato di dosso, dolorasemente, i debiti di Alitalia, a prendersi in carico quelli di Trenitalia.
Lavoro da circa 10 anni, non ho mai avuto un contratto più lungo di 1 anno, e non ho mai incontrato in vita mia un sindacalista. Eppure ogni anno sono riuscito a guadagnarmi o un rinnovo, o un altro posto, con un miglioramento della situazione economica, senza bloccare l’autostrada, o incatenarmi a un cancello.
Si può rifiutare la realtà, chiudere gli occhi, e vendere “Lotta comunista” davanti alle scuole. Oppure la si può accettare, si può accettare il presente, e provare e inventarsi il futuro, e lasciare le ricostruzioni del passato alle compagnie teatrali di quartiere.

Certe idee non muoiono. Certe altre si.

Friday, January 29th, 2010

Forse non ha più nemmeno senso domandarselo, il perchè del definitivo tramonto di certe idee, nelle quali in tanti hanno creduto fermamente. Perchè è un fatto che i partiti che puntavano sul ritorno alla statalizzazione dei servizi, sulla sicurezza del posto di lavoro, sull’abrogazione della legge Biagi, sul sostegno ai sindacati autonomi e il pacifismo “senza se e senza ma”, sono stati sconfitti alle ultime elezioni, e si sono annientati a vicenda parcellizzandosi in decine di sigle irrilevanti.
A quanto pare non si può obbligare ciò che rimane della classe operaia alla lotta collettiva per i propri diritti, ora che si sono accorti che l’unico modo di ottenere qualcosa è lottare per se. Ed è difficile convincere chi si è appena levato di dosso, dolorasemente, i debiti di Alitalia, a prendersi in carico quelli di Trenitalia.
Lavoro da circa 10 anni, non ho mai avuto un contratto più lungo di 1 anno, e non ho mai incontrato in vita mia un sindacalista. Eppure ogni anno sono riuscito a guadagnarmi o un rinnovo, o un altro posto, con un miglioramento della situazione economica, senza bloccare l’autostrada, o incatenarmi a un cancello.
Si può rifiutare la realtà, chiudere gli occhi, e vendere “Lotta comunista” davanti alle scuole. Oppure la si può accettare, si può accettare il presente, e provare e inventarsi il futuro, e lasciare le ricostruzioni del passato alle compagnie teatrali di quartiere.