Posts Tagged ‘Berlusconi’

Zero stimuli

Wednesday, May 12th, 2010

Il mondo è diventato un posto così noiso in cui vivere. Non succede mai niente di interessante. O meglio: succede, ma nessuno se ne occupa. L’umanità oggi è impegnata a farsi scivolare addosso tutto, e stare immobile.
La BP lascia che la macchia di petrolio si espanda, mentre cerca soluzioni su internet. In Inghilterra nessuno ha vinto le elezioni (di solito da noi nessuno le perde). In Italia i dirigenti del PD aspettano la fine di Berlusconi seduti sulle rive del ruscello, e nel frattempo sfasciano le primarie. Gli iscritti stanno a guardare. E’ più di un anno che siamo in recessione, ma niente sembra muoversi, nessuno pare occuparsene.
Un tubo della mia cucina perde, il muro è fradicio da mesi, e l’idraulico che fa? Viene Lunedì, perchè prima ha da fare.
Siamo ostaggi di Mourinho perchè è la cosa più interessante che ci sia capitata da quando Cossiga ha lasciato il Quirinale.

L’ottimismo è il profumo… vabbè…

Thursday, April 1st, 2010

E pensate un po’ che il grosso dell’elettorato di oggi è cresciuto quando c’era ancora il PCI, la DC, Berlinguer, Moro, e tutte quelle cose che oggi guardiamo come il Valhalla dei valori. Ora pensate a quando il grosso dei cittadini si sarà formato la sua coscienza tra il 1990 e il 2010, durante Tangentopoli, i governi Berlusconi, l’impotenza della sinistra, la crisi dei sindacati, Bush, l’ascesa della Lega Nord, i deliri di Ruini. Capirete che c’è poco da essere ottimisti insomma, io la mia generazione la conosco, e ve lo posso garantire: non vale un cazzo. Un mix esaltante di ignavia e disonestà, con una componente di rabbia tipica di chi  è arrivato di poco in ritardo al buffet, e si accorge che chi c’era già si è mangiato tutto.
Ai complimenti vivissimi per chi ha reso tutto questo possibile (le generazioni precedenti), seguono imprecazioni e preghiere alle nuove generazioni, che però attualmente pare siano concentrati su altri obbiettivi, divisi tra bulli che rubano i cellulari ai compagni di classe, ragazzine che si prostituiscono per comprarsi il cellulare, ed sfigati esclusi dalla società che mungono i genitori per ricomprarsi i cellulari ceduti ai bulli e per pagare le baby prostitute. E fanculo pure a chi dice “andiamo all’estero”, come se in Francia, in America o in Germania ci fosse Camelot. E’ andata così, facciamocene una ragione.

L'involuzione verde

Wednesday, December 16th, 2009

iranianPopolo delle libertà 2.0: si parte. Oggi, e solo in Italia, la chat di Facebook non è disponibile. Da Google sono sparite le immagini di Berlusconi ferito. Domani è atteso il decreto d’urgenza che introdurrà il filtering di siti web, sequestri e ispezioni dei Social Network.
Occorre, alla svelta, ripensare alla propria presenza sulla rete, in vista dell’Iranizzazione delle libertà personali in Italia. Tempo fa avevo espresso solidarietà per Yoani Sanchez, arrestata dal regime di Castro per quanto scrive sul suo blog. Domani, potrebbe essere Yoani Sanchez a esprimere solidarietà per qualche blogger italiano, colpevole magari di aver messo troppi se, e troppi ma nel parlare di uno psicolabile che ha rotto tre denti al PresdelCons. Il mio consiglio personale è quello di ricercarsi su google, di controllare quanto si è scritto e dove possibile cancellare tutto. Togliere informazioni personali dai Social Network, e poi imparare a usare strumenti quali Tor, o anonymous proxy, per non correre il rischio di essere svegliati alle 5 del mattino dai Carabinieri che ti chiedono “Sei Chicco86 che scrive su Splinder?”. Azioni preventive, familiari ai ragazzi delle Rivoluzione verde iraniana, dovranno diventare familiari a noi, da domani.
Viva l’Italia, Viva Berlusconi.

Digos a caccia di souvenir

Monday, December 14th, 2009

duomoDopo l’informativa dei servizi, circa un’impennata da ieri sera delle vendite di miniature di Mole Antonelliana a Torino, le forze dell’ordine stanno procedendo ad un sequestro a tappeto di pericolosissime gondole veneziane in pesante vetro di Murano.

Qui vogliamo intanto esprimere una composta ma decisa solidarietà con la statuetta: costretta a baciare Berlusconi, senza nemmeno ricavarne i soldi per il taxi.

Poi due parole, circa il clima d’odio, i toni, bla bla bla bla. Quel tizio era in cura psichiatrica da 10 anni, e Berlusconi sta ogni giorno in televisione. Avete presente John Lennon? Ecco. Non è che l’opinione pubblica debba farsi carico di profonde riflessioni ogni volta che uno spostato commette uno sproposito. Nel capodanno del 2003, mentre ero in piazza a festeggiare, qualcuno ha lanciato un panettone dalla finestra, colpendomi in testa. Sono finito a terra, con l’uvetta nei capelli. Non ho ricevuto scuse da parte delle autorità, neppure per l’uvetta nei capelli.
Eppure quello che ha lanciato il panettone, probabilmente, non era un malato in cura psichiatrica, ma solo uno stronzo, e io non ho mai cercato di innescare una guerra civile trascinando gli elettori alla lotta contro le istituzioni.

Ora calmati tesoro, e bevi un sorso d'acqua

Friday, December 11th, 2009

L’ultimo governo Prodi è caduto grazie ad una intercettazione illegale messa in circolo dal Giornale. Durante il precedente governo Berlusconi è stata costruita una commissione d’inchiesta che ha cercato di incriminare i leader dell’opposizione sulla base di prove false. Il premier, all’estero, attacca la magistratura, la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica, e annuncia l’intenzione di concentrare su di se più potere modificando la costituzione. Il commento del gota (si si, sono ironico) del giornalismo italiano: boh, dai, è solo un po’ nervosetto. Vorrei vedere te, ce l’hanno tutti con lui. Poi ti credo reagisce male, e chessò, sfasci la repubblica. Tra l’altro…  (colpo di genio):

per quanto giu­stificata da un contorno di veleni, l’esasperazione non è il consigliere migliore. E gli annunci non seguiti da scelte conseguenti posso­no rafforzare gli avversari“.

Conclude quindi Massimo Franco che, ora che l’ha annunciata, è meglio portare a termine la guerra con tutte le istituzioni, eliminare la Corte Costituzionale, eliminare la presidenza della Repubblica, sottoporre la magistratura al governo. Sennò fai la figura del quaquaraqua, e il PD magari vince le regionali nel Molise. Nemmeno quell’idiota di Belpietro riesce a scrivere una simile summa di stronzate.

Papà, chi era Berlusconi?

Friday, November 27th, 2009

berlusconi

A una domanda così, risponderei mostrando la foto di Berlusconi che fa il gesto di “mitragliare” una giornalista russa che pone a Putin una domanda scomoda.

Qui c’è la summa di ciò che Berlusoni è. La mancanza di rispetto nei confronti delle donne. La mancanza di rispetto nei confronti della stampa. L’incapacità di comportarsi in modo adeguato durante incontri internazionali. Il desiderio di eliminare i nemici (il gesto ricorda alla giornalista russa la fine di una sua collega, Anna Politoskaia, morta circa un anno prima proprio perchè disturbava Putin). L’allergia alla democrazia. L’arroganza. Il suo vero sguardo quando si dimentica del sorriso clownesco.

Il vero Berlusconi, eccolo li, sintetizzato, nel gesto di minacciare di morte una giornalista.

Henry Ford e lo ius prime noctis

Tuesday, November 24th, 2009

bicicloLa polemica sulla pausa pranzo è l’esempio dell’approccio alle politiche del lavoro in Italia.

Mentre tutti, perfino qui, guardano ammirati alle aziende che creano asili nido per i figli dei dipendenti, palestre e sale ricreative, la nostra realtà è lontana di circa 150 anni: il nostro imprenditore è ancora legato all’immagine di se in color seppia, in stile 1845 (rigorosamente pre-darwiniana: discendenti delle scimmie ci sarete voi, proletari), padre (di figli bastardi) ma soprattutto padrone di un sotto proletariato sporco e affamato, da turlupinare e se possibile veder morire sul posto di lavoro.

L’idea che l’imprenditore  ha di riforma del mondo del lavoro ignora totalmente gli indici di produttività (tanto il suo piano prevede in ogni caso la vendita/chiusura dell’azienda per darsi al mercato immobiliare, prima o poi), e punta tutto sul ripristino dello ius prime noctis. In questo senso, e solo in questo, Berlusconi inizia ogni suo discorso davanti a Confindustria col solito:”Il vostro programma è il mio programma!”.

L'euro Benedetto

Wednesday, November 18th, 2009

samratzipJospeph Ratzinger (altresì noto col suo nome d’arte di Benedetto XVI) si è recato al vertice della Fao per spingere i paesi partecipanti a fare di più. Nel caso non l’abbiate riconosciuto, era quel signore vestito di bianco col torace coperto da una croce d’oro di circa 5 kg.

Ma veniamo al punto. Tanto per cominciare, Paolo Landi fa notare che non solo il Vaticano non ha mai dato una lira alla Fao, ma nemmeno si è iscritto come paese membro. E poi ci sarebbe da discutere circa l’utilizzo che la Chiesa fa del miliardo di euro ricevuto dall’otto per mille. Solo il 20% circa viene speso per opere sociali, di cui meno della metà all’estero (dove si muore di fame). Tutto il resto (circa 800 milioni di euro) se lo tiene il Vaticano per le sue spesuccie. E dire che molti preti già li manteniamo noi, con lo stipendio da insegnanti di religione (sempre a nomina del Vescovo, e non del Provveditorato).

Per completare il quadretto, scopriamo che il governo Berlusconi, per farsi perdonare del caso Boffo, ha deciso di dirottare l’8×1000 assegnato allo stato tutto nelle casse della Chiesa.

Se siete in difficoltà quindi per l’anno prossimo vi consiglierei di donare l’8 per mille alla chiesa Valdese, per avere la certezza sia che i vostri soldi non finiscano nelle tasche di un grasso vescovo coperto d’oro, sia che vengano realmente utilizzati per opere sociali.

Diamo a Silvio quel che è di Silvio

Friday, November 6th, 2009

Gliel’hanno menata per mesi con le 10 domande, e tutte le storiacce di prostitute candidate, o candidate prostitute, ma lo vogliamo riconoscere un merito a Berlusconi, quando ce l’ha? Lui mica ha pagato Zappadu (e avrebbe potuto farlo, cribbio se avrebbe potuto, lui ha 5 aerei), non ha ceduto al ricatto ed ha citato in giudizio il fotografo. Esattamente quello che avremmo preteso da Marrazzo per non chiedergli le dimissioni, e poter dire che rispettavamo il suo privato. Quindi a rigore, forse non dovremmo chiedere le dimissioni di Berlusconi… O no?

Tu non conti nulla per me

Tuesday, October 13th, 2009

Il tentativo degli uomini del PD, di non nominare Berlusconi, per non mostrarsi ossessionati e anti-berlusconiani, riscuote sempre più successo: Civati, con sovrano distacco, lo chiama “B”.