Vieni a ballare in Puglia (maledetti italiani)
Tuesday, March 30th, 2010
E ci risiamo, ora comincia la sequenza di “io emigro”, “meglio il Venezuela”, il coro di “italiani popolo di pecoroni”, perché per molti alla fine, gli italiani sono sempre gli altri. Non che manchi l’autocritica, per carità (tranne che per Bersani, lui è contento, lui ha visto il Pd avanzare), ma sono le basi ad essere sbagliate: gli italiani siamo noi, e sono italiani anche i bresciani che hanno votato in massa Renzo Bossi. Noi candidiamo il filosofo Gianni Vattimo, o l’autore di teatro Moni Ovadia, e loro un imbecille semi-analfabeta che è stato bocciato tre volte alla maturità. Questo fa di noi lo schieramento migliore? Si. Ma non serve, e questo è un problema nostro.
La lezione oramai dovremmo averla già imparata: l’elettorato delle provincie del Nord non chiede conto dell’operato delle forze politiche, o della competenza dei candidati, ma chiede semplicemente di essere assecondato sui suoi peggiore istinti. Vuole l’analfabeta, il razzista, il MacGovernatore con i basettoni, di Gianni Vattimo e Moni Ovadia se ne fottono: non leggono, e non vanno a teatro, ma se vedono un rumeno sono convinti che lo stanno mantenendo con le loro tasse, anche se le tasse non le pagano. E finché ci saranno candidati che promettono di mandare via i rumeni e di non farti pagare le tasse, lo voteranno, anche se sono quindici anni che governano, e hanno aumentato imposte, immigrati e criminalità.
Gli elettori della provincia sono una risorsa, non un nemico. Loro sono li, pronti a essere presi per il culo, desiderosi di ingrassare classi politiche di ignoranti e corrotti: dobbiamo approfittarne anche noi, senza ritegno.
