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Pomigliano: benvenuti nel terzo millennio.

Wednesday, June 23rd, 2010

Quando gli operai scendono in piazza, in coda ai loro cortei ci sono gli studenti. Sono giovani preoccupati per i diritti dei loro padri, e per le proprie future condizioni di lavoro. Quando gli studenti, i disoccupati o i precari scendono in piazza, col cazzo che trovi uno della FIOMM.

E’ con lo stesso spirito che mi approccio alla questione di Pomigliano: cazzi vostri. Perché l’odiosa (davvero, non sono ironico) imposizione di Marchionne non fa altro che portare alla classe operaia le condizioni di lavoro tipiche dei lavoratori delle piccole aziende, giovani e atipici: niente sciopero, straordinari fatti a discrezione del datore del lavoratore (altro che 4 giorni di preavviso, a “noi” vengono chiesti quando abbiamo la giacca addosso), mobilità interna (spesso tra sedi distanti tra loro, nel caso dei lavoratori di piccole medie imprese).

Perché hanno votato si, il 62% dei lavoratori? Perché se la produzione fosse rimasta in Polonia loro avrebbero perso il posto di lavoratore, e sarebbero diventati disoccupati, ovvero quella categoria di cittadino ignorata da politici, sindacati e occupati, o magari, ommioddio!!, ancora peggio: lavoratori atipici. Quelli che vanno e vengono negli stabilimenti, e per i quali nessuno, se non loro stessi, si è mai incatenato ai cancelli.

Gli imprenditori italiani fanno schifo? Si, eccome. Anche i sindacati però. E spesso pure i lavoratori.

Spaghetti Insindacabili al caviolive e quant’altro

Monday, April 19th, 2010

La ricetta è mia, quindi non può essere sbagliata. Allimite può essere stupida, ok, ma non sbagliata. Da questo  assunto, narra la storia, si deve il nome di Spaghetti Insindacabili. Ma partiamo come sempre dal contesto socio-cultural regionale, richiamandoci al mantra del Tg1 secondo cui “un piatto è uno spaccato di cultura, storia e tradizione”. Questo è un piatto cucinato sin dall’antichità dagli operai Fiat di Torino di ritorno dal mare, fondendo un misto di suggestioni liguri, immigrati calabresi, sudore e canzonette da autoradio. La vostra cucina si riempirà di puzza d’aglio, e ritornelli di Tiziano Ferro.

Allora olio in padella, e dentro a soffriggere aglio con un po’ di peperoncino e due o tre pomodori secchi tagliati a striscioline. Togli aglio e buttaci il caviale d’olive. Sfuma con del brandy, aggiungi del concentrato di pomodoro allungato con un po’ di acqua della cottura degli spaghetti e fai andare a fiamma media (non mi ricordo se era bassa o alta, diciamo media, sa). Qualche minuto prima di scolare la pasta abbassa la fiamma e butta in padella panna liquida, e mescola. La percentuale tra panna e caviolive sta un po’ al tuo gusto. A me piace color asfalto, con poca panna, per dire. E poi bon, scoli gli spaghetti due o tre minuti prima, ancora al denti, li butti in padella con un po’ di acqua di cottura e fai saltare finchè l’acqua non si è asciugata e la cottura non è finita.

Gli spaghetti insindacabili al caviolive e quant’altro sono dedicati a mia moglie, che odia la parola “quant’altro” quanto io odio i funerali in tv e le interviste delle gente comune ai Tg.

Appello del papa in difesa del lavoro

Sunday, January 31st, 2010

Il Papa lancia un appello in favore del lavr.. lavar.. laa… Ehm, si, del la-vo-ro!

Disoccupato dai tempi della Gioventù Hitleriana, il Santo Padre invoca giustamente un posto di lavoro per se, e per gli operai di Fiat e Alcoa. Il governo, impegnato nella difesa dei valori, invita il papa a farsi i cazzi suoi e occuparsi degli embrioni, gli unici a quanto pare, a essere ancora disposti a credere in una tizia vergine che ha dato alla luce un uomo che dopo aver passeggiato sulla superficie di un lago ha fatto risorgere un morto, è morto a sua volta, e risorto, e rimorto. La donna invece, non è mai morta, ma è salita in cielo (rapita dagli ufo?).

La Santa Sede incassa e si morde la lingua. “Mannaggia” dichiara il Card. Bertone e con gli occhi al cielo mima l’abbassamento delle tasse, il milione di posti di lavoro, il “Noemi chi?” (mima muovendo su e giù la mano destra col palmo rivolto verso il basso).

Sul fronte del lavoro, l’Ordine Nazionale degli Psicologi si schiera compatto al fianco della Chiesa: “Finchè resterà saldamente radicata nel territorio, e parroci e sacerdoti avranno la possibilità di affiancarsi ai genitori nell’educazione dei bambini, noi avremo di che lavorare”.