Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi’

Il club dei tagliapietre

Tuesday, July 13th, 2010

Si dice che in Italia c’è la tendenza a essere complottisti, a cercare ovunque “l’uomo col cappuccio”. In parte siamo influenzati dalla nostra storia, dalle congiure medievali, dai Borgia e via discorrendo, e in parte va detto, c’è una certa abitudine nei potenti a metterselo, sto benedetto cappuccio.
Ed è così che nei giorni in cui la magistratura scopre una nuova loggia composta  da mafiosi, camorristi, giudici e senatori, Bruno Vespa, il figlio illegittimo di Mussolini, organizza una cena con il capo del governo (Silvio Berlusconi) e un rappresentante dell’opposizione (Pierferdinando Casini), il governatore di Banca d’Italia (Mario Draghi) e il presidente di una banca (Cesare Geronzi), un imprenditore (Marina Berlusconi) e un rappresentante del governo (Gianni Letta), il tutto sotto la benevola vigilanza del Vaticano, rappresentato da niente di meno che il suo segretario di stato, Tarcisio Bertone. Su quest’ultimo si sono scatenate forse le polemiche più forti, nonostante sia notorio che attualmente la chiesa è impegnata quasi esclusivamente su due fronti: violentare bambini e corrompere politici. Bisognerebbe forse essere lieti che il cardinale quella sera si stesse occupando di politica.
La cosa più grave è che a cena erano riuniti dei soggetti con i rispettivi organi di controllo, parti e controparti, il tutto a casa di un giornalista, appartenente alla categoria che in democrazia dovrebbe sorvegliare tutto e tutti, con la complicità di uno dei capi dei rappresentanti di “dio”, colui che alla fine giudicherebbe ogni uomo. Chi sorveglia le attività di Mediobanca, se il suo presidente se la spassa con il governatore di Mediobanca? Che opposizione farà Casini? Chi impedirà alle aziende di Marina Berlusconi di calpestare la concorrenza, usando la posizione politica del padre?
Nella notte tra il 7 e l’8 Dicembre qualcuno fermò il golpe Borghese, un attacco allo stato condotto dalla fresca alleanza tra fascisti e mafiosi. Ora che questa allenza è consolidata, e vincente, chi li fermerà?

Un vero lavoratore

Friday, July 9th, 2010

Flavio Carboni, arrestato in merito alla faccenda dell’eolico, ha un curriculum della madonna. Nell’arco dei suoi 78 anni è finito dentro ad ogni affare sporco, grigio, nero e puzzolente della nostra storia. Al suo curriculum manca forse solo l’oro di Dongo. Forse…
L’ultima della serie, il tentativo di corrompere i giudici della Corte Costituzionale per far passare il Lodo Alfano è acqua fresca, in confronto al resto.
Si va dal sequestro Moro al caso Orlandi, dalla Banda della Magliana all’omicidio di Calvi, dalle solide amicizie con la mafia al crack del banco Ambrosiano, dai legami con Licio Gelli a quelli con lo Ior.
Insomma, ne avrete sentite di tutti i colori. Tranne una, che i Tg Rai hanno deciso di omettere (quelli mediaset non li prenderei nemmeno in considerazione): negli anni 80 era socio di Berlusconi, e fu lui a vendergli Villa La Certosa, il villone in Costa Smeralda dove il premier… ospita… intrattiene relazioni… diplomatiche, ecco.

Avanti (?) miei Prodi

Thursday, May 20th, 2010

Ricordavo si, nel 2006, il conto alla rovescia verso “il ritorno del professore”, ma non ricordavo perché avevo così tante aspettative nei suoi confronti, fino alla puntata di Otto e mezzo dell’altro giorno. La sua intervista mi ha riportato alla mente le qualità che gli riconoscevo anche 4 anni fa: senso dello stato, competenza, misura e chiarezza. Non parla di Noemi Letizia, ne delle intercettazioni, ma del futuro dell’Italia, nel medio lungo periodo, e lo fa sapendo ciò che dice. E’ davvero facile, ascoltandolo, cominciare a farsi suggestionare su un altro “ritorno del professore”, ma durante la trasmissione ha commesso un errore, si è inceppato, su una banalità certo, ma significativa: “è una manovra da 27 mila mil… da 27 miliardi di euro”. Romano Prodi è del ’39, e ragiona ancora in lire.

E’ vero che Berlusconi è più vecchio, è del ’36 e anzichè in euro ragiona in Viagra, ma entrambi appartengono a una stagione da chiudere. Berlusconi e Prodi si legittimano a vicenda, entrambi hanno monopolizzato la scena politica in un ventennio disastroso, ricco di occasioni mancate e scelte sbagliate che hanno creato un pantano dal quale difficilmente ci risolleveremo.

Risiko e Rosiko

Friday, April 23rd, 2010
Risiko, Gianfranco Fini, sposta i suoi carrarmatini e tira i dadi. Rosiko, Silvio Berlusconi, lancia i dadi per terra, ribalta il tavolo, urla e non gioca più. Rosiko ha soldi e panza, ma Risiko ha mestiere, sa incassare, prende le botte e aspetta. Quello che Rosiko soffre di più è la sindrome da accerchiamento, la paura di un complotto, che lo acceca e lo infuria come un toro. Il problema è che la politica è come la Corrida: non ha importanza quanti toreri riesci a infilzare, se sei finito nell’arena, il tuo destino è segnato.
Fini ha scelto uno scontro in campo aperto, per far uscire l’avversario allo scoperto; ma il colpo di grazia, a Rosiko, gli è arrivato sul fianco, e proprio dal suo amato alleato, Umberto Bossi, che oggi ha dichiarato “l’alleanza elettorale PDL-Lega è finita”.
Stavolta ha ragione Berlusconi, a parlare di complotto. Ha passato gli ultimi 15 anni a guardarsi dai giudici e dai comunisti, mentre erano i suoi amici, a scavargli la fossa. Ora che Fini è l’idolo della sinistra, può dire concluso il suo ciclo di riabilitazione dal fascismo e Bossi ha conquistato due regioni del Nord. Berlusconi, le sue gaffe internazionali, gli scandali con le escort, le inchieste della magistratura sono solo un peso.
Fini tenterà la conquista del Quirinale, e Bossi si lancerà all’arrembaggio di Palazzo Marino e delle banche del nord.
E il PD? Il PD ha tanto tanto freddo.

Se ne parla (anche) qui:

Il Post (Luca Sofri)
Gad Lerner

Chi è garantista (e chi no)?

Thursday, April 22nd, 2010

Il grosso della campagna elettorale del centrodestra si gioca intorno alla sicurezza dei cittadini. La sicurezza tipicamente si garantisce sbattendo i criminali in carcere, e la critica verso il centrosinistra è quella di essere troppo molle nel perseguire i reati. Da questo ci si aspetterebbe che la sinistra sia garantista, e la destra giustizialista. Così si spiega perchè un mio parente giustificò il voto a Berlusconi con “questo garantismo della sinistra ha francamente rotto le palle”.
E ora esaminiamo le posizioni sulla giustizia. Limitazione delle intercettazioni, processo breve (super-prescrizione), depenalizzazione del falso in bilancio, separazione delle carriere dei magistrati, possibilità di farsi spostare la sede del processo, sono tutti provvedimenti iper-garantisti. E sono tutti provvedimenti del governo, apertamente osteggiati dal centrosinistra.
E qui sta il mistero: gli elettori di sinistra, che dovrebbero essere garantisti, si spostano verso Di Pietro, che è iper-giustizialista. Gli elettori del centrodestra, quelli del “sbattilo dentro e butta via la chiave”, o continuano a votare Berlusconi, o tutt’al più si spostano verso la Lega, che abbaia di più, e morde ancora meno, visto che non fa mai mancare il suo voto a queste leggi che di fatto rendono difficilissimo svolgere le indagini, e ottenere condanne.
Se in più aggiungete che il governo Berlusconi non ha ne abbassato le tasse, ne riformato le pensioni o menomato in alcun modo lo stato sociale, non ha avviato nessuna liberalizzazione, ne privatizzato nessuna azienda pubblica, tutte cose invece fatte dai precedenti governi di sinistra, è facile capire perchè Luca Sofri, dialogando con la direttrice del Secolo d’Italia, non riesca a trovare differenze tra le rispettive posizioni. Io mi domando se, di nascosto ai sondaggisti, destra e sinistra si siano scambiati gli elettori.

Bamboccioni e sanguisughe

Thursday, April 15th, 2010
Ogni tanto sento parlare di “bamboccioni”, e di giovani che non si levano di casa. Ecco, due paroline.
Per lasciare la casa dei genitori ci vogliono uno di questi due requisiti: i soldi, o un lavoro. Da questi due ne deriva un terzo, imprescindibile a meno che non si scelga il nomadismo: una casa.
La società di oggi, governata in ogni aspetto da persone molto più vicine ai 70 anni che ai 40, è andata ad erodere le possibilità da parte dei giovani di acquisire casa e lavoro, lasciando il primo requisito, i soldi, al buon cuore dei parenti.
Lo squilibrio tra stipendi e prezzi delle case, l’introduzione della Legge Biagi e dei contratti atipici (Berlusconi aveva 67 anni quando l’ha portata alla firma di Ciampi, all’epoca 83enne) ha reso inaccessibile l’acquisto di una casa ai giovani, se non aiutati dai genitori.
Noi giovani abbiamo imparato a convivere con i contratti a termine, ma le banche? I padroni di casa?
La società italiana di oggi è vecchia, sono vecchi i politici, sono vecchi gli imprenditori e i dirigenti. E questi vecchi si sono costruiti una società su misura, in cui la loro vecchiaia sarà serena e garantita da una costante cannibalizzazione dei giovani. E sono sempre più famelici, e pronti a escludere le generazioni che premono alle porte dal banchetto al quale partecipano da cinquant’anni.
Giovani bamboccioni, e vecchie sanguisughe: benvenuti in Italia.